Assaggi di..(2)

tumblr_mero0zz4VW1rrmu42o1_500Il rumore degli zoccoli, che battevano su una strada di ghiaia, rimbombava nella notte. Dei lembi di vestito volteggiavano intorno all’esile figura che conduceva il cavallo, i lunghi capelli ramati le frustravano la faccia con violenza, mentre cavalcava verso est più in fretta che poteva.

 

Abigail era piegata in avanti, con una mano aveva una presa salda sulle redini e con l’altra si teneva un fianco, un liquido color cremisi si stava pericolosamente allargando sul suo vestito di lino azzurro. La principessa stringeva i denti, in quel momento non stava cavalcando per lei, qualcun’altro era in pericolo quella notte e lei aveva il compito di salvarlo.

 

Qualche luce costeggiava la strada che doveva percorrere, ma erano molto rade e lei non vedeva quasi niente, senza contare che le lacrime le stavano offuscando gli occhi e il dolore le faceva girare la testa.

 

Lasciò perdere la ferita e passò la mano insanguinata sul collo del cavallo sussurrando “Più veloce, Arnold.” Il cavallo accellerò e lei si ancorò con forza.

 

Non seppe dire quanto durò il viaggio, se pochi minuti o qualche ora, ma ecco che il luogo dove doveva essere si aprì davanti a lei, debolmente illuminato.

 

C’era qualcosa in quello spiazzo, come un cumolo di stracci e mantelli lacerati, ma Abigail seppe in anticipo di cosa si trattava e, dando un’ultima speronata al cavallo, le fu vicina.

 

Il conte Isacco era riverso a terra, il viso cadaverico, gli occhi chiusi e il respiro terribilmente flebile. La principessa smontò da cavallo e gli fu sopra. Tossiva per la ferita ma tremava per la paura di essere arrivata troppo tardi.

 

“No!”  urlò disperata, passò la sua mano sul viso freddo di Isacco. Non ci fu reazione. “Svegliati! Ti prego…” piangeva e lo scrollava per le spalle, ma il ragazzo non dava segno di coscienza.

 

Un rumore sordo la costrinse a voltarsi. Vide un movimento nell’oscurità che li circondava,  istintivamente si frappose tra Isacco e qualunque cosa ci fosse al riparo dalla fioca luce della luna.

 

Arnold le passò davanti per farle sfilare la spada dalla fodera e poi corse via.

 

Piegata su se stessa, ma con la testa ritta e fiera, aspettò. La ferita le faceva malissimo ma non avrebbe lasciato andare la spada, o abbandonato il ragazzo, non era da lei. Avrebbe piuttosto aspettato che anche l’ultima goccia di sangue fosse uscita dal suo corpo, ma non si sarebbe mossa se non per combattere.

 

La principessa spalancò occhi e bocca, quasi cadde all’indietro per lo stupore, quando una creatura mostruosa venne illuminata da un raggio lunare.