Assaggi di..

eowyn_grassesofrohan_draw

Il canglore metallico dell’elsa risuonò nella valle. La principessa aveva abbandonato le armi. Non voleva più combattere, a vent’ anni era già stanca del mondo.

C’era una piccola folla al suo fianco, una manciata di persone dallo sguardo severo e sentenzioso, la guardavano a braccia incrociate.

“Che diavolo fai?” le chiese il ragazzo”Perchè non combatti per me?”

Abigail si voltò verso di loro. L’armatura cominciava a pesarle terribilmente, non era mai successo.

Si tolse l’elmo argenteo, lo scagliò a terra con forza, fece qualche passo verso chi la stava guardando. Sul suo viso, sporco di fuliggine e terra, una lacrima scorreva svelta, subito seguita da un’altra. La rabbia che covava da mesi uscì, finalmente.

” Mi chiedi perchè non combatto più?” fu un sibilo, la folla arretrò sentendo l’astio nella sua voce.

“Sì, te lo chiedo. Lo hai sempre fatto, perchè ora abbandoni le armi?”.

“BASTA!” urlò lei. L’eco del suo grido risuonò nella valle. “BASTA DI CHIEDERE! Ho vent’ anni! VENTI! Non dovrei fare queste cose, non dovrei essere qui a combattere contro i mostri della tua dannata vita.” un singhizzo le spezzò la voce e il discorso.

Questo diede tempo al ragazzo per chiederle ancora, con un tono che sapeva di sfida e risentimento: “Perchè dovrebbe cambiare qualcosa?” era una pretesa.

Abigail avanzò ancora, i capelli ramati erano frustati dal vento e una pioggerellina leggera aveva cominciato a cadere, tintinnava sul metallo che le avvolgeva stretto il corpo, bagnando i simboli di una forza che non voleva più.

Arrivò a pochi centimetri da lui, gli occhi le mandavano saette, ma il ragazzo non indietreggiò.

“Cos’altro vuoi da me? Sei un uomo, dannazione! E combatto io per te, da quando ti ho conosciuto. Mi abbandoni e mi prendi a tuo piacimento, mi metti davanti ostacoli, mostri solo e soltanto tuoi. Non mi chiedi come fare a sconfiggerli, lasci che lo faccia io per te. Ma chi sono io? Te lo sei mai chiesto? Faccio per caso parte del tuo esercito personale? Ai tuoi soldati prometti amore eterno per farli combattere per te?” la voce della principessa si era alzata di un tono, le lacrime allagavano le sue guancie mischiandosi con la pioggia che continuava a cadere.

“Io voglio…”

Una risata sprezzante uscì dalla bocca di Abigail, una risata che non sapeva nemmeno lei da dove venisse.” Io voglio? Sai dire solo questo? Io voglio che tu, Abigail, faccia tutto ciò che devo fare io. Io voglio che tu mi ami e che allo stesso tempo mi protegga. Io voglio che tu dedichi ogni sforzo a me, che ti vesta di un’armatura pesante e che rischi di morire un giorno si e l’altro pure per proteggermi dal mondo.”

Lui la guardò e sciolse il nodo delle sue braccia: “Per te è più facile, perchè dovrei farlo io se risulterebbe più complicato?”

La principessa lo spinse e lui barcollò, una smorfia stupefatta e arrabbiata insieme gli attraversò il viso.

” Sei un egoista! Ma io sono stanca! STANCA DI TE! STANCA DI TUTTI VOI!” Guardò anche la folla dietro di lui “Chiedete, anzi… pretendete che mi metta tra voi e la vita e sia anche disposta a consolarvi. Ma per cosa devo consolarvi se non siete voi a prendere in mano quella fottuta spada e infilzare qualcuno?”

La folla respirò come un sol’uomo, lo sguardo di tutti era cambiato. Ora sembrava che la guardassero come si guarda un verme, e questo la fece infuriare ancora di più.

“Smettetela, maledizione! Fatela finita di guardarmi in quel modo schifato. Siete voi che mi fate schifo, tu mi fai schifo. Siete adulti. Prendetevi le vostre responsabilità, io getto la spungna.”

Guardò un’ultima volta il ragazzo che con lo sguardo le implorò di non farlo. Una preghiera che non avrebbe mai espresso ad alta voce.

Lei scosse la testa, si voltò e, con un sottofondo di metallo che sfregava, si diresse verso il suo cavallo. Montò in sella e cavalcò lontano.

L’ultima cosa che sentì fu: “Aspetta, mi dispice!”

Ma non si voltò.