The Hunger Games Trilogy : la mia recensione

Hunger-Games-Trilogy

 

In un panorama letterario davvero carente, in un mondo dove Fabio Volo è considerato filosofo ed ogni ragazzina sogna di farsi un vampiro, finalmente un raggio di luce ha squarciato il velo nero che aveva coperto, quasi definitivamente, la mia speranza di leggere qualcosa di buono, prodotto in questo secolo.

Scettica lo sono sempre stata, o almeno lo sono sempre stata dopo la cocente delusione di Twilight; l’essere negativa e un po’ “snob” in fatto di gusti letterari è un mio tratto distintivo da quando ho cominciato Lettere. Insomma, sono una stronza, e lo ammetto da sola.

Premesso questo, credo che diventi comprensibile il fatto che abbia un po’ storto il naso assistendo al nuovo fenomeno di massa prodotto da Suzanne Collins: The Hunger Games Trilogy.

Tergiversando in ogni modo possibile, vagando nella valle della Puzza sotto il Naso con gli altri sedicenti letterari, mi sono fatta convincere solo dopo ripetute sollecitazioni ad, almeno, guardare il film.

Armata di tanta buona volontà, in diretta telefonica con la Saggia Zia Dani che me lo aveva consigliato, ho guardato, in streaming, il film del 2012 : Hunger Games.

E da lì è partito tutto.

Perchè davvero necessitavo di una storia per ragazzi importante, che mandasse un messaggio chiaro e diretto, che non parlasse delle solite cose. Non fraintendete, l’amore che mi ha insegnato la Rowling, con i suoi romanzi, è ancora al primo posto nella mia classifica di messaggi importanti estrapolati da dei libri.

Hunger Games ha salvato questa nuova generazione di scrittori, ha riscattato tutti quelli che ancora marciano sui romanzi pseudo-horror con vampiri diciassettenni e arrapati, Suzanne mi ha fatto ritrovare speranza e voglia di scrivere.

Ma ora iniziamo con la recensione e lasciamo da parte la storia della mia penosa vita.

Il film mi ha colpito, molto, ma siccome ero occupata con esami e quant’altro non ho avuto tempo per farci su una riflessione profonda, anche se parecchi messaggi si colgono  subito. Il tempo per raginarci su l’ho trovato dopo aver visto il secondo film (Hunger Games: la ragazza di fuoco) e aver letto il primo libro dei tre.

(Non starò a raccontarvi la trama, potete trovarne un centinaio in vari siti… vi lascio comunque gli URL che vi condurranno alle pagine di Wikipedia se volete fare un consulto veloce ai fatti trattati: http://it.wikipedia.org/wiki/Hunger_Games     http://it.wikipedia.org/wiki/La_ragazza_di_fuoco      http://it.wikipedia.org/wiki/Il_canto_della_rivolta )

Il primo pensiero che mi ha invaso la mente finito di vedere il film, e che in seguito si è rinforzato leggendo i libri, è stato: ommioddio finiremo così!

La scrittrice attinge a piene mani da libri, miti (e film) precedenti, quali Battle Royale (per l’idea di un reality sanguinolento),  1984 (per l’antiutopia societaria), un’arena che riprende il tema dei Gladiatori e, forse per la mia forte passione per la mitologia, ci ho visto anche i giovani ateniesi mandati in pasto al Minotauro (il rito della Mietitura in HG.). Ma pur avendo preso spunti dalle più disparate fonti, la scrittrice le ha sapute elaborare egregiamente e ha saputo creare un romanzo che è la perfetta fotografia di ciò che potrebbe diventare il nostro mondo.

Ed è questo che mi è piaciuto, il fatto che non sia un messaggio idiota, che la storia non si incentri sul triangolo amoroso Peeta-Katniss-Gale, ma che ponga l’attenzione sulla voglia di ribellarsi ad una realtà che ci rende schiavi, su una società che ci manda al macello, per ora solo il cervello, più avanti magari anche tutto il resto del corpo.

Nel comportamento fanatico degli abitanti di Capitol City ho rivisto, pari pari, i volti di quelli che guardano il Grande Fratello e cagate simili.

Potrete dirmi: “Nei Reality di oggi non si ammazzano tra di loro.”

Io vi rispondo: “Dategli tempo e poi comunque sì, stanno ammazzando la capacità di ragionamento della gente per creare un popolo di pecore così facile da governare.”

Questo ha detto il libro: stiamo lasciando che i giovani, nelle mani dei quali ci sarà il potere fra pochi anni, si facciano spappolare il cervello dalle cazzate sparate in televisione, li rendiamo uniti a tifare perchè un coglione sconosciuto spari più stronzate di un altro coglione sconosciuto, stiamo rendendo sterili le loro menti da pensieri sulla situazione del mondo e usiamo come sterilizzante storie d’amore costruite su misura. Facciamo che credano che un’unghia rotta del vip di turno, sia più grave dell’esplosione di una centrale nucleare.

La trilogia è molto cruda, infatti mi sono stupita che il libro sia per ragazzi e che la protagonista sia una sedicenne, ma la verità è che indirizzarla ad un pubblico giovane è stato il vero punto di forza della Collins. Come tanti scrittori prima di lei, ha capito che i veri messaggi, quelli importanti in grado di cambiare la società, non devono puntare agli adulti fati e stagionati, che per la maggior parte la società l’hanno distrutta, ma a chi la società potrà cambiarla dal profondo.

Quindi, se siamo capaci ancora di ragionare, possiamo far in modo che i libri come questi ci entrino dentro e che ci aiutino a capire come non dobbiamo diventare, a cosa ci dobbiamo ribellare per non arrivare ad ammazzarci tra di noi per il divertimento dei potenti.

Un’altro aspetto interessante di questa trilogia è la figura di Katniss Everdeen e la sua maturazione.

(spoiler allert) Dopo la fine dei 74esimi Hunger Games, Katiniss diventa il volto della seconda rivolta dei distretti. Il fatto che siano sopravvissuti in due a quell’Arena (la ragazza ha minacciato di fare in modo che sia lei che Peeta si uccidessero non dandogli quindi un vincitore) ha fatto apparire debole, fragile, il governo di Panem dando speranza a tutti quei distretti sottomessi, poveri, affamati. Ciò ha dato il via ad una serie di rivolte di cui lei non voleva far parte perchè, per dirla in modo grezzo,  lo scopo di Katinss era solo salvarsi il culo!

Katniss è un’eroia che non vuole essere tale. Katniss si è trovata in mezzo a qualcosa di più grosso di lei e ne ha preso malvolentieri le redini.

Aspettate… okok forse ho detto solo cose negative di lei, quello che volevo dire fin dall’inizio è che lei non si è tirata indietro, perchè ha affrontato una maturazione interiore che attraversa tutti il libri.

Katiniss ha iniziato la trilogia interessata solo alla sua sopravvivenza e a quella della sorella (primo libro), è passata a voler proteggere il suo Distretto da una guerra (nel secondo libro), fino ad arrivare a voler liberare Panem da un governo oppressivo, dispotico, tirannico (terzo libro) accettando di malavoglia il ruolo che le avevano affidato (la Ghiandaia Imitatrice) dopo essere sopravvissuta all’Arena per la seconda volta,a dispetto di tutte le macchinazioni per far fuori il volto inconsapevole della rivoluzione.

Sintetizzando passa quindi:

1) dall’accettare,

2)all’essere moderatamente incazzata della situazione,

3) fino ad essere violentemente incazzata.

Quindi è un’eroina del tutto umana, con i suoi pro e i suoi contro, con delle priorità che spesso non coincidono con quelle delle persone che gli gravitano attorno e che contano su di lei.

Degna di nota è poi  la frase, anzi il dialogo, imbastito con Peeta nel primo libro, la sera prima dei giochi:

“-Non voglio che mi cambino, là dentro. Che mi trasformino in una specie di mostro che non sono.

Solo continuo ad augurarmi di trovare un modo per…per dimostrare a quelli di Capitol City che non sono una loro proprietà. Che sono più di una semplice pedina.- dice Peeta.

-Ma non lo sei-obbietto – Nessuno di noi lo è. E’ così che funziona il programma.

-Bene, ma all’interno di quella struttura, tu sei ancora tu, io sono ancora io?- insiste.

-Più o meno. Solo che… senza offesa, ma chi se ne frega, Peeta?- chiedo.

-Frega a me. Voglio dire, di cos’altro mi è permesso di preoccuparmi, a questo punto?- …”

(Hunger Games)

 

Vediamo una Katniss completamente arrendevole ad un sistema malato, senza speranza, o meglio con la speranza di tornare sana e salva per occuparsi della sua famiglia senza ribaltare il regime dispotico di cui lei è solo una delle tante vittime, quella sera una delle 1776 vittime “privilegiate” (24 tributi per 74 edizioni). Vediamo una Katiniss che è l’antieroina, la passiva, per niente preoccupata del poter cambiare, dell’essere pedina.

Una Katniss che si renderà conto, durante i giochi, che non vuole essere quel tipo di persona, quando rende omaggio alla alleata e amica Rue uccisa da uno dei Favoriti (che poi ucciderà a sua volta)

“Sono quelli di Capitol City che odio, perchè stanno facendo questo a tutti noi. […] La morte di Rue mi obbliga ad affrontare la mia stessa ira contro la crudeltà e l’ingiustizia cui ci condannano. Ma qui, più che a casa, mi sento impotente. Non c’è modo di vendicarsi di Capitol City. Oppure c’è?

Ricordo le parole di Peeta sul tetto […]

E per la prima volta capisco cosa intende.

Voglio fare qualcosa, proprio qui, proprio adesso, per farli vergognare, per renderli responsabili, per mostrare a quelli di Capitol City che qualunque cosa facciano o ci costringano a fare, c’è una parte di ogni tributo che non riusciranno a possedere. Che Rue era qualcosa di più di una pedina nelle loro mani. E anch’io.”

(Hunger Games)

Si rende conto che ognuno dei Tributi non vuole uccidere, è solo costretto a farlo per sopravvivere. Un gioco sanguinolento, un gioco costretto a trasformarli in assassini per non soccombere e morire, un gioco che non è un gioco:

“-Nessuna persona per bene vince gli Hunger Games.-

-No, nessuno vince gli Hunger Games, punto. Ci sono sopravvissuti”

(dialogo tra Haymitch e Katniss- Hunger Games la ragazza di fuoco, film)

Ma smetterà di essere eroina nel terzo libro, quando perde irrimediabilmente la testa alla morte di qualcuno per lei importante, votando, appena istituito il nuovo governo, che gli Hunger Games vengano organizzati ancora una volta pescando i tributi tra i bambini, gli innocenti, di Capitol City.

Il percorso di Katniss attraverso la consapevolezza, se così vogliamo chiamarlo, è estremamente arduo da analizzare, perchè sbalza sempre da un atteggiamento passivo ad uno aggressivo-rivoltoso.

Quindi il mio giudizio sulla caratterizzazione dei personaggi è molto positivo, essendo molto vicino alla realtà, perchè ognuno di noi oscillerebbe così se dovesse capitare nella stessa situazione della protagonista (che ricordiamo ha 16 anni all’inizio della storia, 17 alla fine).

La Collins ha fatto un ottimo lavoro con tutti i personaggi, a dirla tutta, nonostante le vicende siano narrate in prima persona e al presente con la voce di Katniss, possiamo affiancarci benissimo a Gale, Peeta, Prim, Haymitch ecc. osservarli e tirare le nostre personalissime conclusioni.

Altri personaggi che ho amato molto sono stati Finnick Odair e Johanna Mason. Voi penserete: “Ecco, le piace Finnick perchè è descritto come giovane e bellissimo, nel film è figo ecc.” ma vi pregherei di ricordare che non sono una bimbaminkia e i miei ormoni non sono alle stelle. Quindi, mi piace molto il personaggio di Finnick perchè, nonostante sia raccontato di lui solo dall’esterno (occhi di Katniss), anche se potrebbe sembrare quello snob e insipido ragazzo, non è così. La sua storia d’amore con Annie “la pazza”, il suo rapporto bellissimo con Mags, il fatto di essere stato sfruttato sessualmente da Capitol City, costruiscono una fitta rete psicologica dietro a questo personaggio. E queste reti mi affascinano sempre parecchio.

Di Johanna Mason invece apprezzo il fatto di essere una donna con le palle! Come saprete io quel tipo di donne le adoro e le ammiro. La strafottenza, il fatto di dire quello che pensa del governo senza paura di ritorsioni, mi ha entusiasmato parecchio di lei. Così come la sua storia. Johanna ha vinto gli Hunger Games prendendo tutti per il culo, apparendo una povera smidollata e poi rivelandosi una ragazza molto forte, astuta e letale. Dietro il suo carattere duro e sprezzante c’è anche la storia tragica di chi è rimasto solo al mondo, di chi non si sente accettato (questo verbo è pericoloso da usare parlando di lei… ahahhaha chi ha letto il libro o visto il film capirà la battuta), ma che troverà in Katniss una buona amica e alleata non appena smetterà di farle ostruzionismo morale e psicologico.

Queste le mie preferenze in fatto di personaggi nei libri… passiamo oltre!

Ho letto parecchie recensioni negative, e chi mi conosce sa che dire che me la sono presa sul personale è un eufemismo (manco l’avessi scritto io ahahah), ma non mi capacito come si possa dire che un libro come questo possa, parole loro, ” fare schifo” .

Certo, il libro non è un esempio letterario, lo stile è molto semplice, anche se scorrevole (lo divori in appena due giorni, grazie ai tanti colpi di scena presenti alla conclusione dei capitoli) però, come lo è stato Harry Potter, è un modo per arrivare a gente che di solito non legge, ma che può far qualcosa: i giovani!

Insomma, il messaggio che vuole dare Hunger Games, e che non smetterò mai di divulgare, è preciso: attenti a che cosa seguite, vi state facendo spappolare il cervello.

Io cerco di fare esempi alla mia portata, secondo la mia realtà:  c’è ancora chi aspira di partecipare al Grande Fratello, chi guarda Uomini e Donne, Giordie/Jersey Shore, l’Isola dei Famosi, ecc.

MA CRISTO! IO SONO FUORI DAL MONDO MA IL MONDO FA SCHIFO, CAZZO!

Dopo mi infervoro… sorbitevi anche questa.

Io ho sempre detto che la realtà nella mia testa è molto più comoda di quella che c’è fuori, e continuo a dirlo e continuo a restarci pur non essendo giusto, però nei miei castelli mentali c’è una certa logica, un voler far passare un messaggio dignitoso che mi accompagnerà nella vita e che non fa propriamente schifo. Poi esco dalla mia testa e BAM un boato di coglionate pazzesche, di gente che rincorre e arriva al successo senza saper fare nulla di costruttivo. Allora mi chiedo, perchè non dovrei rimanere nella mia testa? Perchè dovrei omologarmi con certi ventenni che pensano che, cazzo sò,  Miley Cyrus sia un esempio di donna e che poi vanno a scrivere “Mandela mi sei piaciuto in una settimana da Dio!”?

Ho rischiato di sbroccare guardando un video dell’Eredità in cui NESSUNO dei concorrenti ha saputo ricollocare Mussolini e Hitler. Io capisco che la storia è noiosa, ma un certo Cicerone diceva nel De Oratore “Historia Magistra Vitae” ( Frase completa: Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis.  OVVERO  La storia è vera testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell’antichità.) La storia serve per non ripetere gli stessi errori. Essù abbiamo già avuto un Mussolini, vogliamo tornare in quel clima grazie alla nostra cronica imbecillità?

OK, FINITA LA PARTE SAPUTELLA!

Finisco solo la recensione del libro dicendo che la trilogia merita un 9 su 10, sopratutto per il messaggio che porta alle nuove generazioni.

Per i film.

Ben fatto il primo, molto ben fatto il secondo. Mi trovo dubbiosa sulla volontà di spezzare il terzo film in due parti. Ragazzi, mi siete caduti. Non è necessario. Perchè vogliamo copiare HP? Suvvia, Hunger Games il Canto della Rivolta è parecchio condensato, non ci sono molti concetti per farne due film.

A parte questa pecca, bravissima Jennifer Lawrence, perfetta Katniss.

I miei preferiti, senz’altro sono: Moody Harrelson (Haymitch)
Josh Hutcherson (Peeta) Amandla Stenberg (Rue) Elizabeth Banks (Effie e già vista in Scrubs nei panni di Kim) Questo per ciò che riguarda il primo film.

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Mentre per il secondo film gli attori che preferisco sono stati: Sam Claflin (Finnick Odair) e Jena Malone (Johanna Mason)

PicMonkey Collage

Non mi piace invece l’attrice di Primrose, anche se ora, quando penso a lei, il volto che le do è quello. Pazienza!

*Comunque Applausi per l’ottimo lavoro*

 

Ultima cosa, o forse no…

Ho sentito tanta gente criticare la storia basandosi solo sul film. Non conosco cosa più sbagliata e insopportabile di questa. La storia è nei libri, e non lo dico perchè sono una fanatica e voglio passare da intellettuale, ma lo dico perchè è così. La storia che è raccontata nel film parte da un libro, arriva da un libro, e non possiamo stupidamente pensare di poter giudicare qualcosa non conoscendo la storia reale. A mio parere, è un giudizio da PIGRI quello solo sul film!Perchè con il cervello non volete andare più in là di quello che vedete all’esterno. PIGRI E SUPERFICIALI. Magari vi sforzate anche di capire il messaggio immediato che arriva, farneticate un po’, vi interessate quel tanto che basta se il film vi è piaciuto e poi non rimane nulla.

Esempio: sarebbe come giudicare la torta salata che faccio solo dall’aspetto che ha (perchè si sa che io sono un cane quando si tratta di presentare cose eleganti e raffinate) ed evitare di assaggiarla basandosi solo su quell’aspetto, non concentrandosi sull’insieme e sul gusto che potrebbe avere una volta addentata. Potrebbe essere un insieme di sapori paradisiaci presentati alla cazzo.

Ho visto abbastanza trasmissioni di cucina su Real Time per capire che anche l’occhio vuole la sua parte, ma non è giusto dare tutto il giudizio “all’occhio” tralasciando miseramente una storia con un vero potenziale, e con dei retroscena magari non espressi nel film o espressi male, solo perchè la sua trasposizione è fatta da dei coglioni incompetenti. (Fortunatamente non è il caso di Hunger Games, è stato fedele al libro in quasi tutto il corso dei film.)

Volete un esempio di un libro con un messaggio meraviglioso e tanti elementi, poi tralasciati alla grande dal regista, per aggiungere cazzate che non c’ azzeccavano minimamente? Harry Potter e il Principe Mezzosangue. E’ uno dei libri più intensi e belli che avessi mai letto, con la storia di Voldemort tutta lì, pronta per essere saggiata e interpretata: tutto tagliato, tutto buttato nel cesso. Se fossi stata la Rowling (magariiii) sarei marciata sul set e avrei preso io le redini della cosa, dando poi in pasto ai Dissennatori quel demente di Yates. Ma è evidente che non si poteva fare.

Però è da questo punto basso che ho capito che se vuoi conoscere veramente una storia, che se non vuoi essere passivo davanti a ciò che vedi, che se vuoi non essere pigro e superficiale, devi cominciare a non basarti sulla vista ma affidarti alla LETTURA.

Smettiamo di essere quelli di Capitol City e cominciamo a diventare delle persone con il cervello… dai un poooo’!

******MOMENTO DIVAGAZIONE PERO’ COLLEGATo AL DISCORSO HG******

Avete visto già una recensione di un film (ndr.http://marzamarcuc.altervista.org/critica-tagliente-al-film-biancaneve-e-il-cacciatore/ ) e un commento su dei personaggi dei libri (http://marzamarcuc.altervista.org/ad-edward-cullen-preferisco-draco-malfoy-a-bella-swan-bella-lestrange/), qui nel blog,  posso assicurarvi che in tutti mi sono presa la briga di fare ricerche, di leggere libri, favole e interviste (sia delle autrici, che agli attori ecc.); se qualcosa mi infastidisce o mi piace di quello che vedo, posso assicurarvi che faccio approfondite ricerche per smontarlo o per elogiarlo, prima di parlare, ovviamente.

Così ho fatto anche per questo.

Quindi mi sento in dovere di rispondere ad una ragazza che ha commentato secoli fa su questo Blog. (perchè ovviamente le risposte perfette mi vengono in mente solo mesi dopo, mi sembra giusto):

Mi hai già tacciata una volta di essere una “bambina” perchè faccio ciò, perchè smonto il lavoro degli altri non essendo una critica affermata, forse avevi ragione tu che hai commentato, sono ancora un bambina, che prova gusto a fare a pezzi il lavoro degli altri. Magari è così che mi vedete tutti voi.

Ma il fatto è che io sono qui, spendo soldi e il mio tempo libero per qualcosa che tu regista, o tu scrittore, hai creato per me, senza che te lo chiedessi, e se fa schifo non posso dirlo? Non posso esprimere una mia opinione?  Ma scusa eh, mi vendi una porcata promettendomi il cielo e io non posso esprimermi, in uno spazio mio e solo mio, perchè non ho un titolo in mano? Ma come ragioniamo gente? Sono per caso una pecora e devo dire, perchè tutti lo dicono, che quella cosa è beeeella anche se non lo è? NO! Sono una persona LIBERA E DECENTE proprio perchè mi so fare un’ idea precisa e personale delle cose che faccio e che vivo, e sopratutto perchè sono una delle poche che si informa prima di esprimere giudizi!

(***ci starebbe anche un epiteto poco carino, ma sono una signora***)

Questa diatriba trova terreno fertile anche nel libro di cui sto parlando… perchè…

E’ così che fanno gli abitanti dei Distretti sotto la dittatura di Capitol City, accettano le opinioni e le imposizioni altrui come delle pecore, così si fanno sottomettere e solo dopo 75 fottuti anni qualcuno si è preso il disturbo di far ribellare i Distretti, di rendersi conto che c’è un’alternativa migliore a quella imposta dal presidente Snow e dai suoi adepti, che gli Hunger Games sono il punto più basso in cui la società poteva arrivare, perchè uccidono i loro giovani, il loro futuro, per divertimento.

La gente ragiona così, cioè: solo chi ha un titolo o un potere in mano può farsi una opinione in merito a qualcosa. Ora io ve lo garantisco: siamo sulla buona strada per arrivare alla situazione di Panem entro pochi anni. Perchè le idee di alcuni diventeranno quelle di tutti, e allora arriverà un un cazzaro megalomane alla stregua di Hitler, che dirà “Rinchiudiamo tutti i giovani dentro una casa facendoli uccidere tra loro, almeno uno di loro riceverà gloria e ricchezza eterna.” e noi “Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii, io sono il primo, magari vinco e sarò ricco sfondato per l’eternità!”

Questa omertà è il motivo per cui si è arrivati alle Guerre Mondiali, alla Soluzione Finale, alla mafia che dilaga come un tumore nel nostro paese.

Quindi, se volete ancora continuare a farvi spappolare il cervello e distrarre dai problemi reali, grazie alle cazzate che si vedono in televisione, che leggete in libri come Twilight, fate pure. La Collins, la Rowling, Tolkien e tanta altra gente, vi hanno avvisato! A voi la scelta! Io non vi seguirò così in basso.

Fatevi un’opinione intelligente e combattete per essa.

 

***********************OK, FINE DIVAGAZIONE.********************

Fine anche dell’articolo 😉

Baci

Sa’